Aggiornamenti su Bahar Kimyongur
Questa mattina presso il tribunale di Brescia si è tenuta l'udienza per decidere della scarcerazione o meno di Bahar Kimyongur, il militante antimperialista turco-belga sequestrato dal 21 novembre scorso dalle autorità italiane su richiesta del regime turco. Il difensore ha chiesto il rilascio di Bahar o quantomeno la sua messa ai domiciliari in Italia, depositando tutta la documentazione sulla sue precedenti vicende giudiziarie in Olanda, Belgio e Spagna, che dimostrano come le pur feroci persecuzioni nei suoi confronti alla fine hanno sempre dovuto fermarsi difronte al cadere delle accuse di “terrorismo”, arrivando più volte alla sua scarcerazione. Lo stesso procuratore non ha così potuto opporsi alla richiesta della difesa. Il giudice si è preso un massimo di cinque giorni per decidere.
Siamo convinti che, nel frattempo e qualsiasi sarà il provvedimento adottato dal tribunale di Brescia, la mobilitazione in solidarietà a Bahar deve assolutamente continuare, fino a quando egli continuerà ad essere a rischio di estradizione in Turchia. Pensiamo infatti che solo la solidarietà di classe ed antimperialista possa rappresentare la forza concreta per fare pressione sulle autorità dello stato borghese italiano, da sempre complice del regime fascista turco, e per ritorcere contro di essi i loro attacchi repressivi, mobilitandosi per smascherarli come i veri terroristi, che insanguinano il Medio Oriente, in primis la Siria, e rispondono con polizia, carcere e brutalità omicida alle lotte popolari, dalla Valsusa a Piazza Taskim.
AI BOIA TURCHI E ITALIANI DICIAMO: GIU' LE MANI DA BAHAR!
ORGANIZZARE LA SOLIDARIETA' PER BAHAR, MOBILITARSI CON OGNI MEZZO NECESSARIO PER LA SUA LIBERTA'!
ORGANIZZARE PRESIDI E MOMENTI DI LOTTA E MOBILITAZIONE DIFRONTE AI CONSOLATI, ALLE AMBASCIATE TURCHE, ALLE PREFETTURE ITALIANE E DOVUNQUE POSSA ESSERE DENUNCIATA LA CONNIVENZA REPRESSIVA TRA ITALIA E TURCHIA!
Compagni e compagne del Collettivo Tazebao – per la propaganda comunista
2 dicembre 2013